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La Condizionalità 2015 per le aziende agricole. Cosa cambia ?

Condizionalità 2015

Paesaggio che rispetta la condizionalità

La condizionalità così come conosciuta nella vecchia riforma comunitaria 2007 -2013 cambia forma diventato un pagamento ad un servizio ambientale chiesto agli agricoltori quali custodi del territorio, piuttosto che un sostengo tout court all’implementazione di pratiche agronomiche sostenibili come percepito fino ad oggi.

Ma in realtà cosa cambia e quali sono le novità introdotte dalla nuova riforma? In fatto di ambiente ormai è noto che la politica agricola proveniente da Bruxelles mira ad trasferire al comparto agricolo l’onere della salvaguardia ambientale, introducendo il concetto di Greening nel primo pilastro della riforma (Reg. CE 1308/2013) e la Condizionalità nel secondo (Reg. CE. 1305/2013), due tematiche sulle quali si è ampiamente dibattuto e per le quali si è trovata un’intesa con il comprato agricolo che ha dovuto inevitabilmente accettare la sfida.

Per tutti coloro i quali beneficiano di pagamenti diretti (1° pilastro), pagamenti per la ristrutturazione dei vigneti, per la vendemmia verde, Silvo-climatici-ambientali, per l’agricoltura biologica, indennità natura 2000 e direttiva quadro acque e indennità compensative, l’ottenimento dei premi è condizionato all’osservanza di prescrizioni ambientali specificate all’art. 92 del Reg. UE n. 1306/2013.

Queste prescrizioni o regole di condizionalità comprendono i criteri di gestione obbligatori (CGO) previsti dal diritto dell’Unione e le norme per il mantenimento del terreno in buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA) fissate a livello nazionale ed elencate nell’allegato II, con riferimento ai seguenti settori: ambiente, cambiamento climatico e buone, condizioni agronomiche del terreno – sanità pubblica, salute delle piante e degli animali – benessere degli animali.

Al beneficiario dei suddetti pagamenti che non rispetta le regole di condizionalità è applicata una sanzione amministrativa qualora l’inadempienza sia imputabile a atti o omissioni direttamente attribuibili al beneficiario.

Pascoli permanenti. Un’importante novità risiede nella gestione dei pascoli permanenti per il 2015 e il 2016 considerati come presidi ambientali ricchi di biodiversità, per i quali è previsto l’obbligo di mantenerli attivi ed in buono stato rispettando le indicazioni della condizionalità. La commissione inoltre si è riservata il potere di adottare atti delegati in conformità dell’articolo 115 recanti norme riguardanti il mantenimento dei pascoli permanenti, in particolare dirette a garantire l’adozione di misure per il mantenimento dei pascoli permanenti a livello degli agricoltori, compresi gli obblighi individuali da rispettare, come l’obbligo di riconvertire le superfici in pascoli permanenti qualora si constati una diminuzione della percentuale di terre investite a pascoli permanenti (si veda art. 37 del Reg. UE n. 640/2014).

Il nuovo quadro normativo. L’implementazione della condizionalità nella nuova riforma comunitaria consta di un Regolamento Europeo n.1306/2013, di un regolamento di esecuzione n. 809/2014 e di un decreto ministeriale n. 180 del 25 Gennaio 2015. Le Regioni a loro volta recepiranno il DM emanando degli atti regionali che andranno a dettagliare gli aspetti tecnici della condizionalità, sulla base delle specifiche condizioni agronomiche e ambientali insite del territorio su cui verranno applicate.

La nuova condizionalità tuttavia subisce un processo di snellimento passando da 13 Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), rispetto ai 18 del vecchio regolamento e 7 standard sulle Buone condizioni agronomiche ambientali (BCAA), rispetto ai 15 precedenti.

Tra i CGO eliminati troviamo la direttiva CEE 80/68 (Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento) che è stata inserita tra le BCAA allo standard 5.3, la direttiva CE 86/278 (Utilizzo dei fanghi di depurazione), la direttiva CE 85/511 (Lotta all’afta epizootica), Direttiva CE 92/119 (Malattia vescicolare dei suini) e la Direttiva 2000/75 (Controllo ed eradicazione della lingua blu).

Tra le BCAA eliminate troviamo lo standard 1.3 (Mantenimento delle terrazze), lo 2.2 (Rotazione delle colture), lo 3.1 (Utilizzo delle macchine in terreni in tempera), lo 4.3 (Mantenimento degli uliveti e vigneti in buone condizioni vegetative), lo 4.5 (Divieto di estirpazione degli olivi).

Volendo pertanto analizzare nel complesso i cambiamenti apportati della nuova normativa comunitaria e nazionale in materia di condizionalità, possiamo affermare che:

  • Gli obiettivi sono stati chiariti e semplificati: la base legale è stata armonizzata collocandola nel cosiddetto regolamento ponte tra il 1° e 2° pilastro (Reg. UE n. 1306/2013) e condensando tutte le prescrizioni nell’allegato II del regolamento;
  • E’ stata realizzata una sola lista che include sia i CGO sia le BCAA al posto delle due liste che vigevano in precedenza. Tuttavia la distinzione tra CGO e BCAA è comunque rimasta immutata poiché ciascuna delle basi legali hanno una differente natura (Direttive o Regolamenti per i CGO, la legislazione della PAC per quanto concerne le BCAA);
  • Il numero dei criteri e delle norme è stato ridotto: I CGO diventano 13 (5 di meno);
  • E’ stata eliminata la Direttiva sull’uso dei fanghi di depurazione in agricoltura diventando opzionale per gli Stati Membri;
  • Sono state eliminate le tre Direttive sull’obbligo di notifica delle malattie degli animali. Resterà a carico dei controlli veterinari il compito di monitorare la situazione e comunque saranno ancora coperte dal SCA/FAS.
  • Sono stati eliminati alcuni obblighi delle Direttive Uccelli ed Habitat semplificando l’attività degli agricoltori e delle rispettive amministrazioni locali;
  • Per quanto concerne le BCAA non c’è più alcuna distinzione tra standard obbligatori ed opzionali. Tutti gli standard sono obbligatori in tutti gli Stati membri;
  • I piccoli agricoltori devono continuare ad osservare le direttive ed i Regolamenti, tuttavia essi sono esenti dal rischio di riduzione dei pagamenti della PAC a causa della condizionalità e non verranno inclusi nel sistema dei Controlli di Condizionalità;
  • Le questioni della qualità dell’acqua e dell’uso dei pesticidi sono specificatamente affrontate dalla direttiva 2000/60/CE, Dir. 2009/128/CE e dall’applicazione del Piano nazionale sull’uso sostenibile dei fitofarmaci.

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